Il Progetto

Cantiere Aquilano d’arte e cultura creativa.
“Ai margini della coscienza”

 

“La realtà è il contenuto della nostra coscienza”
Eugene Wigner

 

 

Questo progetto culturale nasce tra le macerie del dramma Aquilano, ed è finalizzato alla ricostruzione di una coscienza creativa ed al superamento delle ferite dell’anima squarciata dalle necessità della materia e dai fallimenti della presunzione umana.

L’attività del “Cantiere” è animata e sostanziata da ricerche, seminari, mostre, esibizioni artistiche e creative , presentazione di libri , incontri e dialoghi con esperti in varie discipline artistiche, scientifiche , umanistiche e spirituali che condividono la passione per il grande poema della vita e per i domini avanzati della conoscenza scientifica, dell’arte, della coscienza e della metafisica.

In un momento storico culturale complesso occorre avere la forza e l' infinita pazienza di liberare le nostre menti dai vortici del protagonismo effimero e della visibilità egocentrica.
Si può amare l’invisibile guardando i vortici della conoscenza, restando in sospensione “ai margini”, in quella magica battigia della coscienza lambita dai misteri dell’inconscio e dell’inconoscibile “Ordine Implicato” Bohmiano. Da un piccolo angolo di periferia poco affollato ma fertile e prodigioso la nostra piccola coscienza potrà aprirsi alle suggestioni dell’incontro con ondate di Immensità.
Le attività culturali del nostro “cantiere” partono da una esperienza artistica ed intellettuale impegnata a curiosare tra quei domini dell’intuizione artistica e delle scienze cognitive, che possono costituire un terreno fertile per la creatività e per la rinascita della coscienza nella consapevolezza della imminenza del miracolo dell’Arte.
Arte che per vie misteriose, riesce a dare senso, spessore ontologico e sollievo alle derive dolorose e laceranti della “materia”, figlie di un abnorme rapporto tra l’ego dell’uomo e le necessità di un Ordine incommensurabile di cui è parte inconsapevole.

L’idea , certamente ardua e forse folle, è sostanziata da una testimonianza diretta, dal cuore di una espressione artistica focalizzata sull’invisibile, avendo come coordinate di riferimento la materia sottile, lo spazio-tempo, le emergenze della vita invisibile e la emergenza sublime rappresentata dalla coscienza di sentirci coimplicati all’interno di una totalità materiale e spirituale complessa.

La nostra idea di invisibile è molto vicina a quella di Elio Franzini (da “Le immagini della mente” ) quando afferma che “l’invisibile è...quell’orizzonte che si articola ed articola le sue figure, in una dialettica qualitativa che ha come estremi la rappresentazione e l’irrappresentabile”

Artisti grandi come Piero Della Francesca, Leon Battista Alberti, Leonardo, Durer , Vermeer e tanti altri, hanno dimostrato che il matrimonio tra arte e scienza non solo è possibile, ma può dare risultati straordinari.
Oggi l’impiego di supertecnologie e le grandi scoperte della fisica e della medicina coadiuvano ed amplificano gli sforzi degli intelletti più illuminati aprendo nuove prospettive per la creatività della coscienza sollecitando profonde riflessioni culturali ed esistenziali.

Se la mentalità illuministica ci ha illuso di poterci fidare della Dea ragione e del buon senso, Heisenberg ed i grandi fisici teorici, durante i primi decenni del secolo scorso, hanno causato un vero e proprio naufragio delle nostre certezze nei domini della meccanica quantistica o tra gli enigmi di una realtà velata dalle deformazioni e dai limiti della percezione e da improbabili tentativi di misurazione dell’oggettivo.

Il mondo dell’arte, notoriamente sensibile ai grandi sconvolgimenti cognitivi, non è stato ancora scalfito, se non marginalmente, dalla profondità di alcune scoperte della fisica e delle scienze biomediche che sollecitano la nostra coscienza a “metabolizzare” i suggestivi percorsi di un nuovo rapporto mente-materia.

Questo “cantiere culturale” trova la sua ispirazione nella tensione profonda derivante dalla ignoranza consapevole e dal desiderio insopprimibile di viaggiare tra le suggestioni evocate dalla conoscenza scientifica e le affascinanti dinamiche dell’ordine invisibile della vita. Le segrete geometrie di questo profondo invisibile sono molto più simili alla evanescente concretezza del pensiero e dei sentimenti mistici, che alle distanze misurabili della geometria Euclidea.
Immagino che oggi Kandinskij, sarebbe tentato dal sostituire “linea, punto, superficie” con “geodetiche, stringhe e spazi topologici” e forse scriverebbe “Lo spirituale dalla scienza”.

Una attenzione particolare sarà rivolta al significato profondo della forma, nella vita e nell’arte.
Ci sono dimensioni nascoste per l’esistenza, delle quali essa è il “valore essenziale”, che infrange le barriere disciplinari e ritorna sempre, come protagonista assoluto, come “involucro” necessario e trasparentissimo di ogni processo creativo.
Saremo sconvolti da quella Forma-Informazione, emergente tra le nebbie dell’invisibile, dal plasma della possibilità assoluta, dalle ondate di energia e di materia, dalle simmetrie delle formule ardite, dalle note di un immenso ed inafferrabile Concerto.

Senza il fascino di queste note dove potremmo trovare la forza per accogliere l’eterno paradosso legato al progresso delle conoscenze che aiuta a liberarsi dalle false verità inondando la mente di incertezze vere?

Chi ha dedicato la propria vita alla scienza ed all’arte con uguale passione, sa quanti laceranti dubbi si nascondono dietro le misurazione dei dettagli e dietro la consapevolezza di essere sospesi tra miraggi ed evidenze astratte. Il fisico Tito Arlecchi, nel suo libro "testimonianza di una vita dedicata alla ricerca dei fenomeni di ordine e caos nei laser", confessa:
“Il resoconto della mia vita scientifica tende a mostrare come dalla fisica della coerenza e complessità si finisca con il formulare una fisica della cognizione, con il recupero dei significati globali al di là dei dettagli misurati dagli strumenti: è questo che chiamiamo creatività e non credo che ci sia differenza fra creatività scientifica e creatività artistica o nelle decisioni etiche.”

Quando ci si avventura in percorsi difficili ed in salita come immagino sarà quello che caratterizzerà le attività di questo “Cantiere “ che nasce tra le tragedie della materia violata dalla ignoranza dell’uomo ed al tempo stesso si ispira ai significati più profondi di quella stessa materia, si hanno tanti timori e poche certezze.

Vi risparmio i timori e vi confesso una sola certezza.
Comunque andrà questa avventura culturale, il contenuto delle nostre coscienze sarà cambiato per sempre e spero che il cambiamento possa essere guidato da un raggio di conoscenza nuova.
Ringrazio in anticipo tutti coloro che crederanno nel progetto e che si prodigheranno per contribuire al suo più ambizioso successo che consisterà nel portare un barlume di rinnovata luce culturale, sia pure infinitamente piccolo, nel buio profondo del cuore oscurato della città che amo, che mi ha visto nascere e diventare uomo e che spero mi riaccoglierà come figlio sotto quell’immenso, profondo cielo azzurro che abbraccia le sue vette e le sue voragini d’incanto e di paura.

A nome di tutti i membri dell’associazione, che ho l’onore e l’onere di presiedere, dò il benvenuto. Saremo lieti di accogliere chi desidera diventare socio o chi semplicemente desidera collaborare con noi in questo percorso che si dispiegherà in un non luogo ai margini della coscienza. Saranno benvenuti tutti coloro per i quali l’informazione significativa, l’attività creativa ed una speranza più forte di ogni dramma, rappresentano i pilastri portanti di un ponte sospeso tra gli abissi d’incanto e di dolore dell’esistenza ed i significati più profondi della materia e dello spirito.

Giancarlo Flati 

L’Aquila-Genzano 27/07/11